Il cammino
della Federazione SCS/CNOS parte da lontano. Dal desiderio di alcuni
salesiani impegnati nel settore del disagio giovanile e dalle Ispettorie
Salesiane d’Italia di dare visibilità alle esperienze
con i ragazzi in situazione di povertà e di esclusione sociale.
E' stata una "animazione dal basso", dove si sono mescolati
e saldati la prassi quotidiana delle singole esperienze, una voglia
di collegamento per dare vigore alle sperimentazioni, la ricerca
di conferme istituzionali, il bisogno di confronto, il desiderio
di coinvolgere altri.
I primi passi risalgono agli inizi degli anni ’70
(dicembre 1973, Roma, primo raduno dei salesiani impegnati nell'emarginazione,
seguito da Verona 1974, Foggia 1975, Verona 1976); nell’84,
a Cison di Valmarino, c’è stato quello che può
essere definito il primo incontro nazionale. Questi i temi trattati:
attenzione alla storia delle presenze, il confronto con le conclusioni
del Capitolo Generale XXII, le nuove forme di volontariato, la proposta
di costituire una "Conferenza nazionale su Salesiani ed Emarginazione".
Tappa di fondamentale importanza sarà nel 1988
(anno centenario della morte di don Bosco), la lettera CARISSIMI
rivolta all’intera Famiglia Salesiana, scritta da alcuni confratelli
che operano nel campo dell’emarginazione giovanile. Scrivono
per: "cercare di farci conoscere, per ... Fermarci a considerare
dove siamo incamminati. Le urgenze gravissime ... Ci impediscono
di far passare la cronaca in cultura. Invece è un'operazione
quanto mai necessaria ed urgente sotto ogni punto di vista"
(dall'introduzione) e nel 1989 a Roma, durante la XXII Assemblea
della Conferenza nazionale delle Ispettorie (CISI), viene presentata
una prima mappa delle presenze. Durante questo incontro si mette
in evidenza la necessità di realizzare una conoscenza corretta
del territorio, la formazione dei confratelli, e soprattutto, dotarsi
di un progetto organico per la devianza e di una consulta nazionale.
L'assemblea CISI istituisce il collegamento per "Disagio ed
emarginazione giovanile".
Nel 1990, esce il documento “Droga e legge:
la posizione dei salesiani”. E’ il primo esempio di
intervento pubblico su un tema così dibattuto. Nel 1997 il
Rettor Maggiore, Don Juan Edmundo Vecchi, scrive la lettera sulle
povertà: “Si commosse per loro (Mc 6, 34). Nuove povertà,
missione salesiana e significatività”.
Se la Consulta “Disagio ed emarginazione
giovanile” ha risposto all'esigenza di visibilità nel
mondo salesiano, rimaneva il problema del collegamento con la rete
politica e sociale a livello nazionale, si è pensato così
di dar vita ad una FEDERAZIONE. Una proposta che viene lungamente
analizzata negli incontri di settore per predisporre uno strumento
giuridico, più ampio possibile che assicuri fedeltà
al carisma salesiano. Così nel Luglio 1993 si costituisce
la Federazione Servizi Civili e Sociali (SCS) promossa dal Centro
Nazionale Opere Salesiane (SCS/CNOS) con due filoni di intervento:
obiezione di coscienza e servizio civile, disagio ed emarginazione
giovanile. Sono soci le Ispettorie Salesiane e le associazioni ed
opere attive nel settore del disagio. Ad oggi La Federazione è
cresciuta, e conta attualmente 80 enti federati (organizzazioni
di volontariato, cooperative sociali, enti ecclesiastici, associazioni
di promozione sociale), 1200 volontari, 280 dipendenti, 600 volontari
del servizio civile.
Inoltre, in questi anni la Federazione SCS/CNOS si è impegnata
attivamente nella promozione del non profit e della società
civile, è stato ente fondatore del Forum Permanente del Terzo
Settore e della CNESC (Conferenza Nazionale Enti Servizio Civile).