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La legge
n.64
Con la legge n.64 del 2001 è stato creato
il Servizio Civile Nazionale per concorrere, in alternativa al servizio
militare obbligatorio, alla difesa della Patria con mezzi ed attività
non militari, per favorire la realizzazione dei princìpi
costituzionali di solidarietà sociale, per promuovere la
solidarietà e la cooperazione, a livello nazionale ed internazionale,
con particolare riguardo alla tutela dei diritti sociali, ai servizi
alla persona ed alla educazione alla pace fra i popoli, per partecipare
alla salvaguardia e tutela del patrimonio ambientale, anche sotto
l'aspetto dell'agricoltura in zona di montagna, forestale, storico-artistico,
culturale e della protezione civile e per contribuire alla formazione
civica, sociale, culturale, e professionale dei giovani mediante
attività svolte anche in enti ed amministrazioni che operano
all'estero.
Porte aperte alle donne
La legge prevede un periodo transitorio, durante
il quale possono svolgere 12 mesi di servizio civile, su base volontaria,
le donne (di età compresa tra i 18 e i 26 anni) ed i maschi
riformati per inabilità al servizio militare.
Ogni anno viene fissato il numero di ragazzi e ragazze che possono
essere ammessi al servizio civile volontario: per il 2003 sono stati
stabiliti 15000 posti.
L'Ufficio nazionale per il servizio civile presso
la Presidenza del Consiglio cura l'organizzazione, l'attuazione
e lo svolgimento del servizio civile sia degli obiettori di coscienza
sia delle donne volontarie.
I bandi per l'amministrazione dei volontari
Periodicamente l'Ufficio nazionale emana una serie
di bandi per mettere a concorso i posti nei progetti di servizio
civile presentati dagli enti, dalle organizzazioni e delle amministrazioni
pubbliche e private che intendono impiegare i volontari. La selezione
dei candidati è effettuata presso l'Ente che realizza il
progetto prescelto. I candidati si attengono alle indicazioni fornite
dall'ente medesimo in ordine ai tempi, ai luoghi e procedure selettive.
Il servizio all'estero
Il servizio può essere svolto anche all'estero
presso le sedi degli enti che realizzano progetti d'impiego, oppure
nell'ambito di iniziative di servizio civile dell'Unione europea,
in Paesi in via di sviluppo per progetti di cooperazione internazionale
e in missioni umanitarie. Per partecipare ad alcuni di questi progetti
di servizio all'estero, sono previsti dei requisiti particolari.
Che cosa ci guadagno?
Il servizio civile è anzitutto un'esperienza
umana di solidarietà e di servizio alla comunità,
secondo i princìpi contenuti nella Costituzione. Ma, grazie
alla possibilità di acquisire conoscenze e competenze pratiche,
esso è anche un'occasione di crescita personale e di formazione:
per molti obiettori di coscienza, ad esempio, il servizio civile
ha rappresentato un punto qualificante per la crescita professionale,
spendibile nella vita lavorativa successiva.
La legge prevede che i volontari in servizio civile
godano degli stessi benefici di cui hanno diritto gli obiettori
di coscienza. Per quanto riguarda la paga, i volontari in servizio
civile ricevono un trattamento economico parametrato a quello volontari
militari in ferma annuale, con un rimborso mensile di circa 433,
82 euro mensili netti.
Nei prossimi mesi verranno determinati i cosiddetti
crediti formativi per coloro che prestano il servizio civile e che
saranno riconosciuti nell'ambito dell'istruzione e della formazione
professionale. Anche le Università possono riconoscere crediti
formativi per attività prestate nel corso del servizio civile
rilevanti per il curriculum degli studi.
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