Servizio civile all'estero: "Dalla terra italiana alla Polonia"
Riportiamo con piacere l’intervista che la rivista “Kontakt” dei Salesiani della Polonia ha realizzato ai nostri due volontari in servizio civile nel paese, Eleonora e Alfonso. I due ragazzi, partiti nel settembre 2008, stanno oggi concludendo i loro 12 mesi di servizio presso la “Salezjanskie Stowarzyszeni E Wichowania” di Stettino, centro giovanile e oratorio che accoglie circa 50 minori in condizioni di disagio. Voglia di allargare gli orizzonti e dare una mano al prossimo, ma anche una straordinaria capacità di amare e comprendere la diversità senza paure e pregiudizi: una bella lezione del servizio civile all’estero per i nostri tempi difficili.
DALLA TERRA ITALIANA ALLA POLONIA*
Intervista ai volontari italiani
Oggi abbiamo l'occasione di parlare con due simpatici italiani che hanno deciso di andare a Stettino, città in cui la temperatura invernale è 15 gradi in meno rispetto alle loro città di origine. Cosa li ha spinti a prendere questa decisione? Perché hanno scelto la Polonia invece di rimanere nella loro calda nazione? Chiediamolo a loro...
Lukasz (autore dell’intervista, ndr): Ciao. Raccontatemi qualcosa di voi
Eleonora: Ho 27 anni, sono nata a Palmi, nel sud Italia. Ho una sorella, Silvia, e un fratello, Pietro. Ho studiato per 3 anni a Roma Letteratura Italiana, poi per un anno ho partecipato al progetto Erasmus a Santiago de Compostela in Spagna. In seguito sono ritornata a Roma e ho terminato gli studi. Subito dopo mi sono trasferita a Torino dove ho frequentato un Master in Traduzione. Qui sono entrata in contatto per la prima volta con la lingua polacca e mi è piaciuta tanto al punto che ho deciso di approfondirla. Per questo motivo ho deciso di venire in Polonia.
Alfonso: Ho 24 anni, vengo da Napoli. Ho un fratello di nome Marco. In Italia mi sono laureato in Economia e dopo gli studi ho vissuto 4 mesi come volontario nella Repubblica Ceca.
L: Perché avete scelto il volontariato?
E: Secondo me fare volontariato è un dovere morale, non importa se in Italia, in Polonia o in un altro posto delle terra. C'è sempre qualcuno che ha bisogno del nostro aiuto. Avendo finito gli studi quest'anno, ho pensato fosse il momento giusto per dedicare un po’ del mio tempo agli altri.
A: Volevo provare qualcosa di nuovo, fare un’esperienza diversa che potesse cambiare la mia vita. Inoltre ho studiato Economia della Cooperazione e delle Organizzazioni no profit. In futuro mi piacerebbe far fruttare questa esperienza per poter poi lavorare nel modo del volontariato.
L: Cosa vi ha portato a scegliere la Polonia?
E: Personalmente, volevo vedere come si vive in questa parte dell'Europa. Quando poi mi sono informata sui progetti del servizio civile, ho trovato questo progetto il cui titolo mi è sembrato molto interessante, "Europa, terra di giovani", nell'ambito dell'educazione. Si trattava di un progetto organizzato dai Salesiani, i cui destinatari erano ragazzi provenienti da famiglie che si trovano in situazioni sociali disagiate. Tra la lista dei paesi c'era la Polonia e così ho scelto questa destinazione.
A: Per quattro mesi ho vissuto nella Repubblica Ceca come volontario e mi è piaciuto molto vivere in quel paese. Ho lavorato nei campi estivi con bambini e ragazzi, passando il tempo a preparare giochi e organizzare diverse attività per loro. La cultura ceca mi ha affascinato molto. Avevo deciso di vedere con i miei occhi un paese del Nord Europa e per questo motivo sono qui in Polonia e sono contento della mia scelta.
L: Cosa sapevate della Polonia prima di venire?
E: Conoscevo qualcosa sulla disgregazione della Polonia, sulle conseguenze della I e II guerra mondiale, qualcosa sul comunismo. So che dopo questi avvenimenti è stato molto difficile lo sviluppo economico del paese. In Italia arrivano molti polacchi per lavoro e per questo motivo devo ammettere che, prima di arrivare qui, avevo l'idea che la Polonia fosse una nazione molto povera. Ma constatandolo di persona posso dire che non è cosi povera come immaginavo.
A: Ho letto poco della Storia della Polonia prima di venire qui; conoscevo poche personalità, ad esempio Lech Walesa.
L: Cosa vi piace del nostro paese?
E: Mi piace il cibo, i dolci e le persone. Prima di venire qui, ho conosciuto alcuni polacchi in Italia. Siete brava gente, aperti e disponibili.
A: Della Polonia mi piace innanzitutto la vostra cultura slava, che è completamente differente dalla cultura latina. Mi piace molto scoprire nuove tradizioni. Se dovessi dire cosa concretamente mi piace della Polonia … posso dire le ragazze polacche?
L: Cosa farete una volta finito il progetto? Rimarrete in Polonia?
E: Ancora non so cosa fare. Mi piacerebbe andare in Irlanda e migliorare il mio inglese. Ma chi lo sa, forse potrei rimanere in Polonia. Se trovassi un lavoro, con piacere. Sicuramente mi mancherà il sole e il caldo dell'Italia, ma mi posso ambientare senza problemi.
A: Adesso è difficile da dire. Penso che dopo un anno in Polonia, potrei decidere di restare qui oppure trasferirmi in un altro paese.
L: Come va con la lingua polacca?
E: Per un italiano non è semplice parlare il polacco non essendo un lingua latina. Cerco di studiare e fare il possibile per parlare perché è indispensabile visto che lavoriamo con i bambini e loro non conoscono ancora lingue straniere.
A: La lingua polacca è molto difficile da imparare, ma finora non ho avuto particolari problemi. Ho vissuto precedentemente 4 mesi nella Repubblica Ceca e questo mi ha aiutato perché il ceco e il polacco sono molto simili come lingue. Ora riesco già ad aiutare i bambini con i compiti per casa. Ogni tanto ho bisogno dell’aiuto degli altri volontari polacchi per la traduzione e comprensione di alcune parole
L: C'è una frase o una parola che avete imparato in particolare?
E: Sì. Per esempio, capisco subito quando un bambino mi chiede: "giochiamo con la palla?" o "mi puoi aiutare a fare i compiti?". Sono frasi che bisogna conoscere perché essenziali nel nostro lavoro. A volte bisogna anche saper dire "seduti", "zitti" o "laviamo le mani per la merenda".
A: Le espressioni che mi aiutano molto in parecchie situazioni sono : “mòw wolniej - parli più piano” e “ bardzo dobrze - molto bene”
L: Come è una vostra giornata-tipo in Polonia?
E: Faccio tutto quello che ho sempre fatto in Italia. Sono una persona molto attiva, non riesco a star seduta senza fare niente. Al mattino do lezioni di spagnolo, studio, faccio una passeggiata, vado a fare la spesa o vado a correre. Ho iniziato anche a studiare il basso. Al pomeriggio lavoro con i ragazzi al centro e dopo mi vedo con amici per la cena o per andare al cinema.
A: La mattina sono libero fino alle 15. Posso fare quello che desidero. La gran parte di questo tempo la trascorro andando in giro, facendo compere oppure navigando su internet. Dopo pranzo comincio il mio lavoro in oratorio. Qui aiuto i bambini con le lezioni e gioco con loro, a pallone o a biliardo ad esempio. Dopo le 21 sono libero e di solito vado da qualche parte con gli amici.
L: Com'è il vostro rapporto con i ragazzi del centro?
E: Molto buono. I più piccoli sono veramente dolci, vogliono giocare tutto il tempo e correre. Sono sempre sorridenti e molto obbedienti. Quelli più grandi sono un po’ più difficili, ma anche con loro mi trovo bene. Facciamo scherzi e ridiamo insieme.
A: Con i bambini non ho nessun particolare problema. Mi piace molto lavorare con loro. Cerco di aiutarli con i compiti di inglese e matematica. Mi trovo davvero bene quando sono con loro o quando mi dicono di piacergli.
* Frase dell’Inno Nazionale Polacco


