Anniversario della Convenzione dei Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Italia, il paese dei bambini?

Anniversario della Convenzione dei Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Italia, il paese dei bambini?

Mafalda

Un minorenne marocchino si impicca in carcere nell’indifferenza generale. Un ragazzo di soli 17 anni a cui nessuno aveva insegnato come affrontare un paese straniero, la solitudine, la difficoltà della lotta per la sopravvivenza nelle strade ormai ostili, sospettose, fredde e incomprensibili dell’Italia. E mentre si parla molto di giustizia, di processi brevi, questo ragazzo era in carcere dal 18 di agosto in attesa di un processo per tentato furto. Era in attesa di giudizio, per un processo che lo avrebbe senza dubbio scarcerato. Leggo da qualche articolo di giornale che "Se non fosse per l’ultimo Pacchetto sicurezza non sarebbe finito in carcere - spiega Giuliano Pisapia, già presidente del Comitato scientifico della Camera penale di Milano -. Nella logica del processo penale minorile, non era infatti prevista, per reati minori, neanche la possibilità della custodia cautelare in carcere".

In alcuni paesi del Nord dello Stivale ci si prepara al “Bianco Natale” cercando il diverso. Ma non per accoglierlo. C’è tanta vergogna per chi si dichiara cristiano dimenticando quella famiglia che arrivava da lontano e dovette far nascere il proprio figlio in una grotta perché… per loro non c’era posto. Non molto è cambiato da allora. Anche oggi sembra non ci sia posto per loro o che non sia questo un posto per loro: per i minori stranieri ma anche per i ragazzi italiani più problematici e per questo più deboli, più fragili. Il nostro paese non accoglie, non risolve i loro problemi, non li prepara alla vita. Non sono all’altezza del nostro sguardo, rimangono ancora giù, in basso, sconosciuti, dimenticati. Don Bosco li andava a cercare, li raccoglieva sulle strade, li andava a prendere nelle carceri perché si sentissero accolti, perché fossero educati e non sprecassero le loro vite. Noi Salesiani sulle sue orme cerchiamo di continuare questa opera, ma tra mille ostacoli e difficoltà perché ad oggi nel nostro paese manca un piano nazionale per l’infanzia e l’adolescenza e dell’annunciato e auspicato Garante non c’è ancora traccia.

Quello che chiediamo allora, e per cui ci impegneremo con gli strumenti che possediamo, sono politiche più incisive a sostegno della famiglia, la garanzia degli stessi livelli di servizi offerti ai minori sia al nord che al sud e tutele per tutti ma proprio tutti i bambini presenti nel nostro paese: rispetto per la loro età, la dimensione del gioco, il loro diritto alla casa, alla famiglia, ad andare a scuola, italiani, rom, e di qualsiasi altra nazionalità essi siano.

Napoli ha ospitato qualche settimana fa una conferenza per celebrare l’anniversario della Dichiarazione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Conferenza che forse avrebbe dovuto coinvolgere di più il terzo settore, le organizzazioni e gli enti locali, le agenzie educative. Qualche risultato in più poteva essere raggiunto se ci fosse stata una maggiore condivisione, un piano d'azione e l’individuazione di livelli essenziali di spesa. In questo ventesimo anniversario della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza varrebbe la pena ricordarne almeno i principi fondanti: superiore interesse del minore, diritto alla sopravvivenza, ascolto, non discriminazione. Basterebbe rispettare questi pochi semplici principi per creare un paese davvero a misura di bambino.

                                                                                                                            Domenico Ricca