Campagna I diritti alzano la voce
Continua la campagna "I diritti alzano la voce" per la difesa e la riforma del welfare.
La federazione scs/CNNOS è una delle associazioni che aderiscono alla iniziativa che si svolge sia sul piano locale che nazionale.
Ecco l'ultimo comunicato stampa.
Roma, 14 giugno 2010
Domani, in circa 50 città italiane, la campagna “I diritti alzano la voce” organizza numerose iniziative per far conoscere le sue proposte alla cittadinanza, al mondo politico e istituzionale, ai media. E per raccogliere firme in favore delle sue “10 proposte per un’Italia civile”. La legge finanziaria approvata in Consiglio dei ministri è fortemente iniqua, e avrà conseguenze gravissime per i soggetti più deboli.
La campagna I diritti alzano la voce - promossa da 25 organizzazioni del volontariato e del terzo settore italiani - boccia senza mezzi termini la manovra varata dal Governo.
I promotori della campagna sono consapevoli della situazione che si è venuta a creare a livello internazionale, ma ritengono assurdo e ingiusto che a una crisi causata dal collasso di un mercato viziato da speculatori e banchieri senza scrupoli, si risponda con un taglio dei costi indiscriminato, che saranno proprio le persone maggiormente a rischio di esclusione a pagare.
Invece di fornire risposte adeguate a chi ha perso il lavoro, a chi vive sotto la soglia di povertà, alle persone non autosufficienti o con disabilità, il Governo ha deciso una drastica riduzione delle risorse indirizzate alle Regioni e agli Enti locali, che si tradurrà in tagli ai servizi sociali, alla cultura e al diritto allo studio, alla mobilità e alla salute.
La manovra "mette le mani nelle tasche degli italiani", togliendo soprattutto a chi meno guadagna; lascia invece quasi inalterati i "costi della politica", non mette in campo alcuno sforzo serio contro l'evasione fiscale (il recupero di 8 miliardi di euro è del tutto aleatorio rispetto alle misure previste, ed è comunque ben lontano dai 120 miliardi di evasione complessiva stimati), taglia la spesa sanitaria senza incidere su quella militare, non tocca chi vive di rendita.
Insomma, pagano i soliti noti, i più indifesi, come risulta evidente dall'attacco ai "falsi invalidi", facili capri espiatori. L'innalzamento della percentuale di invalidità colpirà, inoltre, anche coloro che vivono in situazioni di grave marginalità - persone senza dimora o tossicodipendenti - la cui sofferenza è aggravata da patologie fisiche e psichiche. La campagna I diritti alzano la voce ritiene, invece, che la crisi innescata da un sistema finanziario lasciato del tutto sregolato e che ha vissuto, esso sì, al di sopra dei propri mezzi e di ogni limite, debba essere l'occasione per rivedere i principi che regolano la vita economica e il rapporto tra politica ed economia.
La Finanziaria avrebbe dovuto esprimere una nuova visione dello sviluppo, che avrebbe potuto trovare una prima espressione, ad avviso nostro e di altri soggetti del terzo settore, in questi provvedimenti: aumento della tassazione sulle rendite finanziarie dall'attuale, scandaloso, 12,5% al 23%, introduzione di una tassa patrimoniale e della carbon tax, ripristino integrale delle misure contro l'evasione fiscale a suo tempo introdotte dal Governo Prodi, riduzione delle spese militari, abbattimento degli stanziamenti per le cosiddette "Grandi Opere" (che non producono sviluppo per la collettività, ma costi esagerati a beneficio di pochi e illeciti di varia natura) per finanziare così un piano di ammortizzatori sociali strutturali, un forte sostegno ai redditi più colpiti dalla crisi, servizi sociali più adeguati, investimenti in educazione e in tecnologie "verdi".
Ci auguriamo che il Parlamento vorrà rendere più equa una manovra che rischia di aumentare diseguaglianze economiche già superiori a quelle di quasi tutti i paesi dell'Europa occidentale, e di condannare tanti cittadini e famiglie ad anni durissimi, senza avere - loro - alcuna responsabilità da farsi perdonare
Per maggiori informazioni vai sul sito della campagna: www.idirittialzanolavoce.org.


