DA REDATTORE SOCIALE 26/05/2010: Giovani e droghe, i salesiani: “Cresce la consapevolezza”
ROMA – Intercettare il disagio giovanile, che si annida nelle pieghe della “normalità” attraverso un lavoro sul campo e interventi di gruppo. È questo l’obiettivo del progetto “Oltre la comunità terapeutica per leggere i comportamenti trasgressivi”, promosso dalla Federazione dei Salesiani per il sociale (Scs/Cnos), i cui risultati sono stati presentati oggi a Roma. Dall’uso e abuso di alcol e droga alle diverse forme di trasgressione giovanile, il progetto ha coinvolto oltre 400 ragazzi in tre città: Ortona (Chieti), Foggia e Viagrande (Catania), per sperimentare nuove forme di prevenzione della devianza. E dopo un anno e mezzo, i risultati verificati con un apposito questionario, parlano di una evidente crescita di consapevolezza rispetto all’uso di alcune sostanze, troppo spesso considerate non pericolose.
“I nostri soci da settant’anni lavorano sulla tossicodipendenza, abbiamo deciso di puntare su questo tema per capire come riuscire ad andare oltre - aggiunge don Domenico Ricca, presidente della Federazione dei Salesiani - . La nostra scommessa è a buon punto, stiamo trovando la quadra per non disperdere il nostro bagaglio culturale e sperimentare nuove forme di azione”. Il progetto ha previsto due ambiti di intervento: da una parte la scuola, dove sono stati previsti otto laboratori , per spiegare la dipendenza e lavorare sulla prevenzione; dall’altra il lavoro si è concentrato sui luoghi di ritrovo giovanile presenti nel territorio. “I nostri interventi si sono concentrati sulla normalità di vita di questi ragazzi, perché ormai possiamo dire che l’uso di certe sostanze si è normalizzato in molti adolescenti. Il problema che ci siamo posti è stato quello di lavorare con persone che non ne fanno un uso patologico, ma di tipo ricreativo, in una condizione che abbassa, cioè, ancora di più la percezione del rischio”- sottolinea Ennio Ripamonti, coordinatore del progetto ed esperto di lavoro sociale di comunità e politiche giovanili.
A Ortona il progetto è stato sperimentato in 3 classi superiori, in un gruppo scout e in un centro di comunità “Siamo partiti dal chiedere ai ragazzi qual è la loro idea di trasgressione per arrivare alla creazione di uno spot sulla prevenzione della devianza da far vedere agli altri ragazzi- sottolinea Marcello Impagnatiello-. Alla fine abbiamo riscontrato una crescita di consapevolezza dei ragazzi coinvolti ma anche una richiesta di ascolto verso gli adulti. Gli adolescenti hanno bisogno di trovare una figura aperta al confronto con cui poter parlare”. Stessi risultati sono stati ottenuti anche a Viagrande, cittadina in provincia di Catania, dove l’iniziativa ha interessato 150 ragazzi che frequentano la parrocchia, il centro sociale e il liceo scientifico. A Foggia, invece, il questionario di entrata ha fatto emergere due criticità emergenti sul territorio: forme di prostituzione precoce e di violenza sui più deboli. “Abbiamo lavorato cercato di far leva sulla trasgressione positiva come spunto che l’adolescente sente dentro di sé, in forma di energia - afferma Cornelia Hunger, coordinatrice del progetto nella città pugliese-. Il bisogno dei ragazzi di parlare di sé è sempre più forte, nostro compito è rispondere a questa necessità”. (ec)
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