Inaugurazione Villaggio don Bosco

Inaugurazione Villaggio don Bosco

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Un sogno che si avvera. Dopo dieci anni di attesa, finalmente apre i battenti a Foggia, a quattro chilometri dal centro abitato, il Villaggio Don Bosco, una struttura per minori in stato di abbandono e in condizioni di disagio.
L’apertura di questa nuova importante realtà sociale, l’unica del genere in Puglia e nel Sud Italia, voluta dall’associazione “Comunità sulla strada di Emmaus”, rappresenta il rilancio della sfida educativa in una società che ha abdicato a questa funzione rispetto al passato.
Il Villaggio vuole essere un luogo dove famiglie e singoli volontari condividono la loro vita insieme ai ragazzi disagiati delle strutture di accoglienza che si andranno ad accreditare: oggi sono già funzionanti due comunità “La Zattera” e “La Ruota”. Nel villaggio attualmente vivono tre famiglie con i loro figli. Ma molte altre vi ruotano intorno con il loro volontariato, supportando con la loro azione un nuovo modello di famiglia aperta, nell’intento di ridare nuovo slancio a ragazzi e adolescenti che hanno vissuto esperienze negative.
Un progetto innovativo per la sua semplicità ed importanza: il villaggio, grazie alla sua posizione geografica è facilmente raggiungibile da tre grossi comuni come Foggia, Lucera e San Severo, consente agevoli spostamenti verso i centri abitati e permette così la realizzazione di una continua osmosi con il territorio. I ragazzi accolti, infatti, frequenteranno le scuole dei comuni vicini, mentre questa struttura sarà aperta al territorio, ospitando manifestazioni, convegni e concerti nell’ampio auditorium. I riferimenti educativi si ispirano naturalmente all’azione e al pensiero di Don Bosco. «Il villaggio è della comunità territoriale e per la comunità territoriale – ha affermato don Vito Cecere, presidente dell’associazione “Comunità sulla strada di Emmaus” – e vuole essere un seme, un fermento di ricerca per tutto il territorio, un luogo di promozione e di cittadinanza attiva e partecipe, facendosi promotore di un patto educativo diffuso che tende a “mettere insieme e tenere insieme” sia singoli cittadini che lo desiderano che le realtà comunitarie come scuole, associazioni di volontariato, imprenditori, istituzioni». La struttura è dotata di un Auditorium, con teatro esterno annesso, per 300 persone; un centro polifunzionale con aule per la formazione, spazi per laboratori, biblioteca e centro di documentazione; un laboratorio didattico per le energie alternative; una pala eolica per acquisire autonomia energetica.
«È necessario risvegliare la passione educativa, la cura attenta e la priorità della relazione tra le persone – prosegue don Michele De Paolis, ideatore e promotore del Villaggio – perché siamo di fronte ad una vera emergenza educativa. Il Villaggio D. Bosco intende rappresentare un laboratorio di pensiero e azione nel capo educativo, una sfida, non è un contenitore del disagio giovanile, ma un luogo dove sperimentare un nuovo modello di vita. È un segno positivo che lasciamo alle generazioni future».

                                                                                                                      Enza Moscaritolo