La ricostruzione "dei piccoli". L'Estate Ragazzi aquilana nei ricordi di una animatrice
Impressioni e sentimenti nel racconto di una animatrice al termine dell'estate ragazzi aquilana. Libero flusso di coscienza in immagini, ricordi, visi, frasi di quelle che rimangono in testa e costringono a pensare e forse aiutano anche a capire...
Un'esperienza che è stata un dono potente. Condivido qui alcuni flash. Caldo opprimente, ostile, ci introduce il primo giorno alla realtà del "campeggio forzato", non scelto, dei terremotati. Scorci di tragedia, senza voyerismo. Non ho visto tanto, dall'interno dell'oratorio da campo che ha assorbito le nostre energie. Poco: ma mi è bastato.
Una sola strada, crepe fino al primo piano, condomini vuoti: tutto il quartiere sarà abbattuto.
Tendopoli di piazza d'Armi. Il volontariato di emergenza della Protezione Civile funziona alla grande... ma appunto, funziona per l'emergenza. Non per la normalità. Guardi questo campo di forti tendoni blu, pigiati senza un metro di privacy, famiglie gomito a gomito senza intimità, un villaggio cinto entro una pista di atletica dove non c'è nord-sud-ovest-est, giri in tondo (... in ovale) e ti sembra di essere a Nessundove. Un bambino (di cui non ho visto il volto) ha perso entrambi i genitori ed è rimasto 18 ore sotto le macerie. Una ragazzina (di cui ho in mente il volto, la durezza, l'antiscocialità, la ricerca spasmodica di tenerezza) è rimasta sotto le macerie, di calcinacci e di pezzi di famiglia sfasciata di suo. "Tu che hai il cellulare con internet mi fai vedere casa mia da Google Maps?". "Sono contenta che ci sia l'oratorio perchè nel camper ho un solo dvd da vedere e non sapevo più cosa fare".
La ricostruzione sembra un miraggio immobile e sregolato, tra la buona volontà del singolo privato cittadino, la paura di altri a rientrare (martedì mattina i ragazzi si domandavano: "Te l'hai avvertita la scossa stamattina?". Una scossa lieve, io non ho sentito niente, ma ci sono ancora", "lei si è fatta la prima doccia dopo un mese, aveva paura a stare a lungo in casa, entrava, un sciaquata a viso e ascelle, e correva di nuovo fuori"), il carrozzone della burocrazia, enorme, lento, paralizzante, senso di immobilità e paralisi che schiaccia e irrita gli aquilani. Le scuole riapriranno il 21 settembre. Forse. Tutti sanno che non sarà vero fino ai primi di ottobre.
La Vita. Perchè è stata una settimana splendida. Marco dice: "Credevamo di andare a intrattenere nel mentre della ricostruzione... e invece... invece siamo andati a dare una piccola mano a costruire qualcosa che prima non c'era".
Ho visto la forza e la bontà della salesianità. Giovani che ci credono nel loro quotidiano -e lì a volte dubiti che questo possa cambiare qualcosa-, lì tutti insieme ho visto che funziona! Costruire una comunità educativa. Festa dei genitori il giovedì sera, perchè siano protagonisti dell'educazione.
Riprendere la scuola, corso di inglese di due madrelingua volontari (lui è musulmano, lo scopriamo solo alla fine) e i ragazzi in fondo son contenti anche se li incolli alla sedia per tre ore al giorno nell'abbiocco post prandiale.
Telo saponato, cacce al tesoro, preparare la festa con loro, un presentatore di terza media, incidere una canzone scritta dal loro orgoglio. Vita da E.R.formazione, un sacrificio, ore 8-8.45 e 21.30-22.45, siamo ventenni e trentenni ma l'orario ci pesa, tenere acceso il cervello nella stanchezza, eppure non possiamo negare che ne abbiamo sete. Un concentrato di teologia fondamentale. Dio, l'uomo, il terremoto. La libertà, la Verità, il Progetto, la libera scelta di Bene o di Male, le conseguenze efficaci dello scegliere il Bene o il Male, Dio-padre e l'uomo-Figlio, la Santità. Certi concetti li conosciamo... ma è perfetto questo condensato che ci viene donato.
Testimonianza di Alberta Crosazzo - animatrice all'ER di L'Aquila 2009



