Le linee guida dei servizi residenziali per minori

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Stendere le linee guida in maniera sistematica per aumentare il senso di appartenenza e definire in maniera più chiara l’identità delle organizzazioni affiliate alla Federazione SCS/CNOS.

Questo è il secondo degli obiettivi che il coordinamento delle casa-famiglia, si è prefissato per l’anno in corso.

Il primo, quello relativo alla mappatura delle diverse realtà territoriali è stato concluso con successo la passata estate.

L’idea iniziale prevedeva la stesura di un vero e proprio PEG, un Progetto Educativo Generale, il documento che esplicita gli obiettivi, la metodologia, i ruoli degli operatori, i principi generali complessivi di un'intera istituzione educativa.

La coesistenza però di diverse realtà diffuse su tutto il territorio italiano e di leggi regionali di riferimento un po’ diverse tra di loro ha portato il coordinamento a prendere una decisione diversa.

Si intuisce dalle parole di Linda Castaldi, responsabile del tavolo: “Le “realtà” degli Enti che hanno come specifico l’accoglienza, in forma residenziale,  di  Minori che fanno parte della Federazione, sono variegate. L’elemento comune e imprescindibile che emerge è l’ispirazione al carisma Salesiano e al Metodo del Sistema Preventivo di Don Bosco. Tra gli elementi critici c’è soprattutto da sottolineare quella che possiamo definire  “terminologia”. Per indicare infatti le diverse strutture si fa riferimento ad un solo  termine: casa-famiglia, che in realtà non chiarisce affatto l’ identità del servizio che differentemente ciascuno di noi offre. Uno dei motivi principali di questa terminologia “confusa” è dato dalla “diversa presenza” di questi servizi sul territorio nazionale e delle relative Leggi regionali a cui fanno riferimento”.

Si è perciò optato per la stesura di un documento che delinei le Linee Guida da seguire che potranno quindi essere adattate alle esigenze territoriali in cui operano le associazioni del coordinamento.

Il documento che ne conseguirà, oltre ad essere condiviso”, continua Linda “dovrà nascere e partire dalle riflessioni fin qui elaborate e dalla storia salesiana, che porti ad una “sintesi”,  da cui si evincano, tra l’ altro, in maniera chiara, quelli che sono gli elementi comuni e  imprescindibili delle organizzazioni federate: il Carisma Salesiano e il Sistema Preventivo di Don Bosco.

Nel progetto dovrebbe essere anche esplicitato, come, questi elementi, si traducano nella vita quotidiana, nella formazione degli educatori e nella pratica educativa delle diverse comunità, ad es.: il Sistema Preventivo  come si traduce nella cura degli ambienti? L’accoglienza nel momento dei pasti? Il Carisma Salesiano al momento di andare a dormire (la buona notte Salesiana)?”.

Dovrà quindi partire da quelli che sono i bisogni emersi dal tavolo: bisogno di appartenenza, di standardizzazione e di strategie operative e di progettazione salesiane, definendone gli elementi essenziali identificati con: le ispirazioni e le convinzioni di fondo; l’arte pedagogica e lo stile educativo da mettere in atto; il metodo educativo efficace; la centralità del ragazzo; il ragazzo come essere unico.

Il documento, oltre ad avere una valenza specifica di garanzia per le organizzazione che fanno parte della Federazione lo è anche per tutte quelle realtà che in futuro faranno istanza per potersi federare.

Il documento sarà pronto a fine marzo e verrà successivamente reso pubblico.