Lettera in difesa del Servizio Civile

Lettera in difesa del Servizio Civile

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Alla fine si è rivolta direttamente alle più alte cariche dello Stato la Consulta Nazionale per il Servizio Civile.
Che "sia arrestata e invertita questa scelta di lasciar morire una esperienza di cittadinanza, di responsabilità dei giovani, di servizio al Paese … attraverso uno stanziamento straordinario per l’anno 2010 che permetta di riconfermare almeno i livelli di avvio al servizio del 2009 e perché nella programmazione finanziaria dei prossimi anni si stanzino risorse, già a partire dal 2011, che stabilizzino la dimensione minima di questo istituto a 40.000 giovani".  Questa la richiesta avanzata da Licio Palazzini, presidente della Consulta, in una lettera indirizzata al Presidente della Repubblica Napolitano, al Presidente del Consiglio Berlusconi e ai Presidenti di Camera e Senato, Fini e Schifani. Perchè "è davvero triste dover constatare che mentre in Francia ci studiano, ci copiano e si danno l’obiettivo di far accedere il 10% dei giovani a forme di servizio simili a quella sperimentata con successo nel nostro paese, da noi si facciano i passi del gambero nella rassegnata indifferenza di molti".

Un'istituto importante e formativo come quello del Servizio Civile è infatti oggi esposto alle limitazioni dovute a tagli finanziari che ne compromettono sensibilmente la portata e gli effetti.
A fronte di 43.416 giovani avviati al servizio nel 2007, per il 2010 si prevede, sulla base delle risorse disponibili, di avviarne solo 18.459.
E a ciò si aggiunge il difficoltoso iter della proposta di legge per l'aggiornamento della legislazione in materia, assegnata alla Commissione Affari costituzionali del Senato, ma non ancora calendarizzata. Tutte situazioni che generano serie preoccupazioni negli enti che da sempre ne sono promotori e sostenitori

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