Oltre il carcere per educare al (la) città
Quest’anno è rivolto in particolare ai problemi della devianza e della criminalità minorile l’impegno della Federazione SCS – Salesiani per il sociale.
Oltre il carcere per educare al(la) città, questo il titolo del nuovo progetto della Federazione, e già si comprende come ne siano destinatari non solo i minori con effettivi problemi di devianza ma anche le comunità e i territori in cui essi vivono e che devono accogliere e in qualche modo educare.
L’obiettivo è quello di sperimentare un modello di intervento per contrastare i comportamenti minorili devianti e criminali e per promuovere il recupero personale e il reinserimento sociale dei minori del circuito penale.
Finanziato dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, il progetto durerà 18 mesi concludendosi nel mese di maggio 2011. Verrà realizzato in tre centri federati: Istituto E. Menichini di Napoli, l’Ags per il territorio di Torino e la sede di Corigliano Calabro dell’ Istituto “Sacro Cuore”.
Gli operatori agiranno su tre fronti differenti poiché le attività saranno rivolte a minori, famiglie, e territorio e comunità locali.
Dopo una prima fase di analisi dei bisogni e programmazione delle attività infatti, verrà elaborato un percorso educativo di recupero per i minori soggetti a provvedimenti penali (misure cautelari o pene alternative al carcere). Il percorso educativo prevede il sostegno scolastico, attività di formazione professionale ed inserimento lavorativo, attività di socializzazione e tempo libero, attività di supporto psico-educativo di gruppo ed individuale. In questo tipo di lavoro con i minori destinatari si utilizzeranno metodologie partecipative in modo da rendere i ragazzi non soggetti passivi degli interventi ma protagonisti attivi dei medesimi.
Per le famiglie o le reti amicali dei minori beneficiari verrà invece realizzata un’azione di sostegno, con l’obiettivo di riattivare percorsi di responsabilità genitoriale e migliorare le dinamiche familiari.
Infine verranno svolte attività di formazione e sensibilizzazione del territorio tramite un laboratorio finalizzato a comprendere i fenomeni della devianza minorile e a condividere criteri minimi di intervento, rivolto ad operatori pubblici e privati (docenti scuole superiori, amministratori pubblici, operatori dei servizi sociali e del privato sociale). A ciò si aggiunge la realizzazione di laboratori di educazione alla legalità che verranno organizzati presso scuole e centri giovanili, e la definizione di protocolli d’intesa con enti pubblici e privati per favorire l’inserimento socio-lavorativo dei minori seguiti.
Tutto ciò potrà contribuire a diffondere una cultura più attenta ai diritti dei minori, anche e soprattutto di quelli più in difficoltà.
Cristina Mustari


