Un nuovo villaggio per i ragazzi di don Bosco

Un nuovo villaggio per i ragazzi di don Bosco

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Un sogno che si avvera. Apre i battenti il “ Villaggio Don Bosco”, una nuova realtà, un importante progetto rieducativo-sociale in favore dei minori, anche stranieri, presenti sul territorio, in stato di abbandono voluta dall’associazione “Comunità sulla strada di Emmaus” che rilancia una sfida educativa al territorio. Domenica 14 marzo alle ore 9.30 cerimonia di inaugurazione alla presenza del Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola.
Non un punto di arrivo, ma un nuovo punto di partenza. Domenica 14 marzo verrà inaugurato ufficialmente il Villaggio “Don Bosco” dell’associazione “Comunità sulla strada di Emmaus” a 4 chilometri da Foggia, in agro di Lucera, Contrada Vaccarella. Quattro anni fa venne a visitare la struttura non ancora incompleta, anche Franca Ciampi, in occasione della visita del Presidente della Repubblica a Foggia. In quell’occasione la signora Ciampi espresse parole di grande orgoglio e di sostegno a questo progetto che oggi finalmente è pronto per tradursi in azioni concrete in favore dei minori, anche stranieri, presenti sul territorio, in stato di abbandono.
Un’opera sociale innovativa non solo per la Capitanata, ma per tutto il Sud Italia. «Il villaggio è della comunità territoriale e per la comunità territoriale - ha affermato don Vito Cecere, presidente dell’associazione – e vuole essere un seme, un fermento di ricerca per tutto il territorio, un luogo promotore di un patto educativo diffuso che tende a “mettere insieme e tenere insieme” sia singoli cittadini che realtà comunitarie come scuole, associazioni di volontariato, imprenditori, istituzioni».
«E' necessario risvegliare la passione educativa, la cura attenta e la priorità della relazione tra le persone – prosegue invece don Michele De Paolis – perché siamo di fronte ad una vera emergenza educativa. Il Villaggio D. Bosco intende rappresentare un laboratorio di pensiero e azione nel capo educativo, una sfida, non un contenitore del disagio giovanile, ma un luogo dove sperimentare un nuovo modello di vita. È un segno positivo che lasciamo alle generazioni future».
Non si tratta di una gigantesca casa-famiglia, bensì di una realtà unica – suddivisa in due comunità “La Zattera” e “La Ruota” - costituita da dieci famiglie, che in questi mesi hanno portato avanti uno specifico percorso di formazione, ed altre quaranta in affiancamento, che accoglie i minori in stato di abbandono, privi di punti di riferimento, seguendone da vicino il percorso di recupero e di reinserimento nella scuola e nella società. Un progetto innovativo per la sua semplicità ed importanza, una ricchezza per la società e la collettività intera di Capitanata.
La sua posizione, tra Foggia, Lucera e San Severo, vicina anche alla nuova ferrovia che collega Foggia e Lucera, consente agevoli spostamenti verso i centri abitati, per realizzare così una continua osmosi con il territorio. I ragazzi accolti frequenteranno le scuole dei comuni vicini, mentre questa struttura si aprirà al territorio, ospitando manifestazioni, convegni e concerti nell’ampio auditorium. I riferimenti educativi traggono origine dall’azione e dal pensiero di Don Bosco che nella metà del XIX secolo dedicò totalmente la sua vita in favore dei giovani poveri.
A partire da domenica 7 marzo si terranno numerose iniziative per animare il dibattito locale sulle politiche in favore dei giovani e degli adolescenti.

La storia e la struttura             

Il programma dell'inaugurazione