Accorciamo le distanze
Le distanze tra culture, religioni, mondi diversi, si accorciano anche con incontri come quello tenutosi giorno 21 maggio a Roma, presso l’Istituto Salesiano Sacro Cuore. Circa un centinaio le presenze che hanno ampiamente superato le aspettative degli organizzatori rispetto alla giornata, momento conclusivo di un progetto, durato 18 mesi, per la realizzazione di percorsi inclusivi per minori stranieri. La grande partecipazione di pubblico è un chiaro segnale dell’attenzione e dell’interesse sul tema trattato: Né stranieri, né ospiti, ma cittadini, questo il titolo del seminario che ha affrontato tematiche riguardanti l’immigrazione e l’integrazione dei ragazzi immigrati.
Disagio nei processi di costruzione identitaria, insuccessi scolastici, atteggiamenti di discriminazione presenti in ambito scolastico ed extra scolastico, sono stati alcuni degli aspetti messi in luce e su cui si è voluto riflettere nel corso dell’incontro, anche e soprattutto per cercare soluzioni.
Durante il primo momento assembleare il prof. Ambrosini ha presentato i diversi modelli di integrazione dei minori. Milena Santerini, dell’Università di Milano, ha invece portato la riflessione sull’ambito scolastico, sulle responsabilità e i problemi del mondo della scuola e sulla necessità di “investire nel successo scolastico delle seconde generazioni”.
A seguire i partecipanti hanno lavorato a tre laboratori su tre differenti tematiche: pluralismo religioso e pastorale giovanile, famiglie straniere e integrazione sociale, città e politiche di integrazione. I workshops sono stati guidati da esperti e hanno molto coinvolto i presenti. Ne sono venute fuori parole chiave, frasi, riflessioni, in cui in generale è emersa la necessità del confronto di buone pratiche e di percorsi, l’esigenza, sentita diffusamente, di valorizzare le esperienze che ci sono, per favorire la conoscenza reciproca e per lavorare a progetti comuni.
La giornata si è conclusa con una Tavola Rotonda, a cui il sottosegretario al Ministero del lavoro della salute e delle Politiche sociali Eugenia Roccella ha inviato un suo messaggio di saluto, che è stata ha condotta dal presidente della Federazione SCS, don Domenico Ricca, e a cui hanno partecipato il prof. Ambrosini, l’Ispettore del Piemonte e della Valle d’Aosta don Stefano Martoglio e l’On. Marcella Lucidi.
Il professor Ambrosini ha tirato le fila della giornata e dei lavori di gruppo sottolineando il concetto di rete: il processo di integrazione regge se si riesce ad attivare una collaborazione con soggetti diversi, enti locali, oratori, parrocchie, scuola, comunità locali, se si riesce a lavorare e dialogare con tutte le amministrazioni, ma anche con le famiglie che sono un terreno non facile. Il lavoro con i ragazzi può essere un aggancio importante per coinvolgerle, sia quelle italiane che immigrate, in una crescita condivisa, nella creazione del senso della comunità. In questa direzione andrebbe anche la proposta di creare delle “famiglie tutor”che facciano da guida alle famiglie immigrate nelle questioni del quotidiano, contribuendo così a costruire la cittadinanza locale e rendendo il processo di integrazione realmente partecipato. “Quello di stasera – ha concluso Ambrosini - non vuole essere l’incontro finale di un progetto, ma il proseguimento di un impegno educativo che veda nel coinvolgimento del territorio, delle famigli italiane e delle famiglie immigrate il suo perno e il suo futuro”.
L’Onorevole Lucidi ha invece parlato della necessità di trattare il tema, anche in ambito politico, con “buon senso”, eliminando le zavorre ideologiche. L’immigrazione, ha detto, “è un fenomeno che va seguito nel tempo e accompagnato per come si modifica”. Sta a noi decidere se questi minori che vengono da lontano debbano sviluppare nei nostri confronti sentimento o risentimento, sentimento di appartenenza al nostro paese, o amarezza, solitudine, emarginazione, fino al rifiuto e alla rabbia. La grande responsabilità che la politica ha è dunque anche quella di suscitare rispetto e fiducia, evitando di far crescere ragazzi arrabbiati nei nostri confronti perchè ci vedono inospitali e nemici.
Don Stefano Martoglio ha, a seguire, ricordato il percorso fatto nel suo territorio dai Salesiani a favore dell’integrazione, il lavoro di presenza educativa, di costruzione della convivenza, che li ha portati ad essere presenti, ad andare attivamente tra la gente fino ad arrivare all’esperienza di un condominio solidale.
Più volte nel corso dell’incontro è stato sottolineato come la nostra società sia ormai inequivocabilmente multietnica: basta andare all’uscita di una qualunque scuola per accorgersi della varietà di colori, accenti, caratteri, di cui ci siamo da tempo arricchiti. La realtà è molto più avanti di quanto si possa anche solo provare a definirla. Il consolidamento della cultura dell’accoglienza è dunque il vero grande obiettivo che la società deve porsi, iniziando a considerare l’impegno a realizzare l’integrazione come necessario investimento per il futuro.
Anche per questi motivi la Federazione SCS ha aderito alla campagna nazionale “Non aver paura” contro il razzismo, l’indifferenza, la paura dell’altro, promossa dalle principali associazioni e onlus italiane.
Il seminario è stato chiuso da Domenico Ricca con la promessa di condividere e mettere in circuito le belle cose dette durante la giornata, di continuare a puntare sulla formazione di educatori, animatori e insegnanti che sono tra i principali protagonisti di gesti e politiche inclusive, di continuare a promuovere le buone pratiche che esistono perchè “abbiamo imparato in questa sede che è importante che ci sia grande partecipazione verso questi temi”.
Conclude infine con la promessa: “Promuoveremo gesti e azioni e ci diamo anche l’impegno di non far silenzio, di metterci anche delle parole, non solo per esternare il dissenso ma cercando di essere costruttivi, presentando proposte e iniziative e mettendo al centro i minori, le famiglie, le persone”.
Cristina Mustari
Da Redattore Sociale 21/5/2009:
Ambrosini ''Cinque modelli per integrare le seconde generazioni''
Santerini: ''Investire nel successo scolastico delle seconde generazioni''
''L'integrazione si gioca a livello locale, al di là del colore politico''



