Agenzie Educative a confronto

Agenzie Educative a confronto

Tavola Rotonda

Un incontro e un confronto tra le diverse agenzie educative per capire dove si è diretti, individuare criticità e trovare soluzioni, questo in sintesi il risultato della tre giorni di “Educare al tempo della complessità”, seminario organizzato dalla Federazione SCS a Roma dall’ 11 al 13 febbraio 2010.
Le domande di fondo che si ponevano: quale educazione possibile? Quali scelte e quali le strategie comuni? Come tenere fede ai Valori nella complessità, con quali strategie, progetti e metodi di lavoro?

Presenti un centinaio di partecipanti provenienti da tutta Italia nonché una rappresentanza di Spagnoli e portoghesi, francesi e tedeschi sempre della rete salesiana europea, impegnati nell’ambito dell’educazione e dell’accoglienza dei giovani.
Lavori di gruppo e workshop in cui i partecipanti hanno posto domande e proposto soluzioni, ben diretti dai due tutor Giancarlo Cursi e Francesca Busnelli, hanno favorito legami, scambio di esperienze e confronto.

Nella giornata del 12 febbraio don Fabio Attard, Consigliere generale per la pastorale giovanile, ha affrontato il problema della ricerca del senso. I ragazzi attualmente sono privi di strumenti di riferimento, l’assenza di adulti che accompagnano li destabilizza. Dunque è forte l’invito agli educatori a pensare e pensarsi in relazione ai giovani mettendo in atto processi che toccano la dimensione valoriale e l’anima; la mera trasmissione delle competenze non basta, la vera sfida educativa è quella di riuscire a coniugare una dimensione di competenze valoriali che tocchi anche la profondità delle convinzioni umane. Una delle strade per far questo è quella di uscire dall’adultocentrismo, cercando comunque di capire la cultura contemporanea dei ragazzi. “In questa forte ricerca di senso, l’importante -secondo Attard- non è dare risposte, ma accompagnare la domanda”. In questo il metodo educativo salesiano è estremamente attuale perchè comunque in grado di fornire significato anche in un contesto di “dispersione esistenziale”.
A seguire, nella stessa giornata, la presenza di Virgilio Dastoli, direttore della rappresentanza in Italia della Commissione Europea, ha posto l’attenzione sulla dimensione europea e sulle domande educative dei giovani del Vecchio Continente. Ci sono tanti aspetti che le politiche europee non possono e non devono trascurare. L’Europa per i propri giovani sta cercando, per esempio, di rafforzare il rapporto tra scuola e mondo del lavoro, di dare supporto alle famiglie, stimolare i giovani al volontariato introducendo elementi che consentano di capire che esso può essere importante anche per l’inserimento nel mondo del lavoro. Ma allo stesso tempo l’istituzione europea deve cercare di migliorare la percezione di sé nel mondo giovanile per essere meglio compresa dai giovani.

Particolarmente interessante la Tavola Rotonda di giorno 13: laboriosa ma proficua ha visto un eccellente intervento del vescovo di Foligno - Gualtiero Sigismondi - sulla Chiesa e l'Educazione. In rappresentanza dell’istituzione scolastica, era presente il prof. Nicola Cotugno, docente a Scampia, uno dei quartieri difficili di Napoli, che ha dimostrato come, pur con pochi mezzi e in contesti complessi, si possano fare cose importanti adeguandosi alle richieste dei ragazzi e avendo ben presenti i tempi in cui essi vivono.
I coniugi Zattoni -Gillini, membri della Consulta Nazionale Cei per la famiglia, hanno cercato di evidenziare dove si colloca la famiglia nel patto educativo, sottolineandone difficoltà e risorse,  indicando l’importanza del contatto e delle risposte che i genitori riescono a dare ai propri figli.
Quindi i rappresentanti dei media, Renata Maderna, redattrice di Famiglia Cristiana, e Stefano Transatti, di Redattore Sociale, hanno capito e tradotto in parole come si educa i giovani nella comunicazione. Hanno invitato a non demonizzare i media, ma ad imparare ad utilizzarli e ad insegnare ai giovani a farlo dando vita, ad esempio, a gruppi di informazione critica e solidale, che possano aiutare a comprendere le notizie e i messaggi che ci arrivano dal mondo della comunicazione. Importanti anche i contributi di Don Angel Miranda del Don Bosco International, efficace per il collegamento con Bruxelles, e di Ferran Solè sul lavoro dei salesiani in Spagna.

Conclusioni molto apprezzate affidate a don Frisoli: come educare al tempo della complessità? Non è una domanda a cui si possa dare una risposta univoca, non è una domanda a cui oggi si possa rispondere con un modello unico e predefinito. Si tratta dunque di adeguare i propri strumenti all’evolversi dei tempi, delle situazioni e delle necessità.